Attività Estive

Le attività estive 2025... (sulla sezione programma potete scaricare le attività in pdf)

Sabato 25 e Domenica 26 aprile

Itinerario: Escursione alla scoperta di questa valle dal carattere selvaggio e dal grande patrimonio culturale e naturalistico.
Domenica 10 maggio

Itinerario: : Escursione circolare alle cime della Marzola con vista panoramica sui laghi di Levico e Caldonazzo, sull’Alta Valsugana e sulle creste che circondano Trento.
La Cima Marzola durante la Prima Guerra Mondiale faceva parte del vasto piano difensivo della città di Trento che era sotto il dominio Austro-Ungarico. Alle truppe dislocate sulla Marzola spettava il compito di difendere la città da possibili avanzate Italiane provenienti dalla Valsugana e rimangono ancora ben visibili i resti di queste fortificazioni nonostante che il bosco ne abbia parzialmente coperto la vista. Dal parcheggio di via Fontanelle a Vigolo Vattaro (800 m circa), si prende il sentiero Croz de le Ore n. 440, che sale abbastanza ripido.
Ad un certo punto si incontrano dei resti di fortificazione Austro-Ungariche risalenti alla Prima Grande Guerra e superati i due brevi tratti con cordino metallico (elementare) si arriva alla località Prà Picol a quota 1390 m. Si continua a salire fino al Bivacco R. Bailoni (1623 m) e poi fino a Cima Marzola Sud (1736 m) e Cima Marzola Nord (1738 m). Si ritorna al punto di partenza per il Rifugio Maranza (1080 m).

Difficoltà: E con piccoli tratti di sentiero attrezzato.
Tempo: 5,00 ore.
Dislivello: +900m, -900m
Equipaggiamento: da escursionismo.

Ore 6.30 partenza da Chiampo

Ore 6.45 partenza da Arzignano
 
Ore 19.00 arrivo previsto ad Arzignano.

Trasporto: Pullman.


Accompagnatori Celeste Groppo (AE), Enrico Pegoraro (AE), Alice Sella, Martina Panarotto.

Iscrizioni e informazioni: martedi 28 aprile e 5 maggio, in sede Cai dalle 21.00 

Referenti gita : Celeste Groppo 349 6336030
Domenica 24 maggio

Itinerario: Saliamo con il pullman a Erto (PN), dove si trova la Diga del Vajont. Il 9 ottobre 1963 è stata teatro della tragedia procurata dalla frana del monte Toc nel lago artificiale della diga che provocò morte e desolazione nella valle sottostante. L’uscita di oggi prevede escursione/ferrata al mattino, mentre nel pomeriggio parteciperemo alla visita guidata della diga. Il pullman ci lascerà al parcheggio presente sul penultimo tornante della strada che da Codissago sale alla diga (580 m).
Gruppo Escursionistico: percorriamo la strada asfaltata per poche centinaia di metri fino al tornante successivo dove imbocchiamo il sent. 395a. Incrociamo ben presto il primo bivio (780 m) con il Troi de Sant’Antoni che ci conduce all’abitato di Casso (950 m) che, insieme al paese di Erto, fu parzialmente distrutto dalla colonna d’acqua uscita dalla diga dopo la frana. La ricostruzione dei due borghi testimonia l’unione delle persone: le abitazioni in pietra sono state ricostruite sulle fondamenta delle precedenti e sorgono addossate l’una all’altra. Attraversato il paese, proseguiamo sul Troi del Sciarbon [del Carbone] che in lieve falsopiano ci conduce ad Erto (780 m), senza farci mai mancare la vista sul Monte Toc e la sua frana sull’altro versante della valle. Qui verrà a prenderci il pullman che ci porterà alla diga. Equipaggiamento: da escursionismo.
Gruppo Ferrata: la ferrata della Memoria è stata ufficialmente aperta nel 2015 per offrire la possibilità di divertirsi lungo un nuovo percorso attrezzato e allo stesso tempo di riflettere ed osservare da un punto di vista completamente diverso la diga del Vajont e della stretta gola nella quale la massa d’acqua si incanalò. Ha un avvicinamento di appena 10 minuti e tecnicamente si presenta con elevata esposizione ma ben attrezzata anche perché la tipologia della roccia permette la risalita in divertente arrampicata solo in poche occasioni, in particolare nella parte centrale del percorso la trazione da esercitare sul cavo è sostenuta. Si inizia la ferrata percorrendo una lunga cengia con un breve traverso fino ad una scala che segna l’inizio dei tratti verticali. Da qui, la ferrata è un continuo alternarsi di tratti verticali, alcuni più esposti di altri ma sempre ben attrezzati, e piccoli terrazzini o traversi che permettono di rifiatare prima del tratto verticale successivo. Alla fine della ferrata percorriamo il Troi de Moliesa che in breve ci porta alla diga.
Gruppi riuniti: Dopo il pranzo al sacco in zona diga, una guida naturalistica del Parco delle Dolomiti Friulane ci accompagnerà nei luoghi della memoria con un passaggio sul coronamento della diga e la visita ai luoghi della catastrofe (ex cantiere) con una spiegazione approfondita.

Escursionistica
Difficoltà
: EE
Tempo: 2,30 ore.
Dislivello: +400m
Equipaggiamento: da escursionismo.

Ferrata
Difficoltà
: EEA
Tempo: 2,30 ore.
Dislivello: +250m
Equipaggiamento: Imbrago alto e basso, kit da ferrata, casco e guanti.

Ore 6.00 partenza da Chiampo

Ore 6.15 partenza da Arzignano
 
Ore 18.00 arrivo previsto ad Arzignano.

Trasporto: Pullman.


Accompagnatori escursione: Clelia Zappon (AE), Franca Meggiolaro, Agostino Ciesa (AE)

Accompagnatori ferrata: Valeria Orsetti (AE), Annamaria Parise
 
Visita diga: 10 euro.

Iscrizioni e informazioni: martedi 12 e 19 maggio, in sede Cai dalle 21.00 

Referenti gita : Valeria Orsetti 333 7607435

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