Domenica 24 maggio
Itinerario: Saliamo con il pullman a Erto (PN), dove si trova la Diga del Vajont. Il 9 ottobre 1963 è stata teatro della tragedia procurata dalla frana del monte Toc nel lago artificiale della diga che provocò morte e desolazione nella valle sottostante. L’uscita di oggi prevede escursione/ferrata al mattino, mentre nel pomeriggio parteciperemo alla visita guidata della diga. Il pullman ci lascerà al parcheggio presente sul penultimo tornante della strada che da Codissago sale alla diga (580 m).
Gruppo Escursionistico: percorriamo la strada asfaltata per poche centinaia di metri fino al tornante successivo dove imbocchiamo il sent. 395a. Incrociamo ben presto il primo bivio (780 m) con il Troi de Sant’Antoni che ci conduce all’abitato di Casso (950 m) che, insieme al paese di Erto, fu parzialmente distrutto dalla colonna d’acqua uscita dalla diga dopo la frana. La ricostruzione dei due borghi testimonia l’unione delle persone: le abitazioni in pietra sono state ricostruite sulle fondamenta delle precedenti e sorgono addossate l’una all’altra. Attraversato il paese, proseguiamo sul Troi del Sciarbon [del Carbone] che in lieve falsopiano ci conduce ad Erto (780 m), senza farci mai mancare la vista sul Monte Toc e la sua frana sull’altro versante della valle. Qui verrà a prenderci il pullman che ci porterà alla diga. Equipaggiamento: da escursionismo.
Gruppo Ferrata: la ferrata della Memoria è stata ufficialmente aperta nel 2015 per offrire la possibilità di divertirsi lungo un nuovo percorso attrezzato e allo stesso tempo di riflettere ed osservare da un punto di vista completamente diverso la diga del Vajont e della stretta gola nella quale la massa d’acqua si incanalò. Ha un avvicinamento di appena 10 minuti e tecnicamente si presenta con elevata esposizione ma ben attrezzata anche perché la tipologia della roccia permette la risalita in divertente arrampicata solo in poche occasioni, in particolare nella parte centrale del percorso la trazione da esercitare sul cavo è sostenuta. Si inizia la ferrata percorrendo una lunga cengia con un breve traverso fino ad una scala che segna l’inizio dei tratti verticali. Da qui, la ferrata è un continuo alternarsi di tratti verticali, alcuni più esposti di altri ma sempre ben attrezzati, e piccoli terrazzini o traversi che permettono di rifiatare prima del tratto verticale successivo. Alla fine della ferrata percorriamo il Troi de Moliesa che in breve ci porta alla diga.
Gruppi riuniti: Dopo il pranzo al sacco in zona diga, una guida naturalistica del Parco delle Dolomiti Friulane ci accompagnerà nei luoghi della memoria con un passaggio sul coronamento della diga e la visita ai luoghi della catastrofe (ex cantiere) con una spiegazione approfondita.
Escursionistica
Difficoltà: EE
Tempo: 2,30 ore.
Dislivello: +400m
Equipaggiamento: da escursionismo.
Ferrata
Difficoltà: EEA
Tempo: 2,30 ore.
Dislivello: +250m
Equipaggiamento: Imbrago alto e basso, kit da ferrata, casco e guanti.
Ore 6.00 partenza da Chiampo
Ore 6.15 partenza da Arzignano
Ore 18.00 arrivo previsto ad Arzignano.
Trasporto: Pullman.
Accompagnatori escursione: Clelia Zappon (AE), Franca Meggiolaro, Agostino Ciesa (AE)
Accompagnatori ferrata: Valeria Orsetti (AE), Annamaria Parise
Visita diga: 10 euro.
Iscrizioni e informazioni: martedi 12 e 19 maggio, in sede Cai dalle 21.00
Referenti gita : Valeria Orsetti 333 7607435